
Sicuramente almeno una volta ve lo sarete chiesti, ma come fanno ad essere tutte queste bevande allo stesso tempo dolci, ma senza apportare nessuna caloria?
Edulcoranti, che sono?
Gli edulcoranti, sono delle sostanze dolci al palato, ma che possono appartenere alle più disparate classi chimiche. Lo stesso zucchero, il saccarosio, è un edulcorante, ma per poter produrre delle bevande che abbiano ridotto apporto calorico si scelgono dei sostituti.
Infatti in base al loro apporto calorico si possono suddividere in ipocalorici e acalorici. I primi a parità di peso, apportano meno kcal rispetto allo zucchero classico, gli acalorici invece avendo un potere dolcificante così intenso, il loro utilizzo è molto ridotto, per cui l’apporto calorico è trascurabile.
In genere, nelle bevande “zero”, come ad esempio la più comune coca-zero, vengono utilizzati edulcoranti con un fortissimo potere dolcificante come ad esempio l’aspartame o l’acesulfame K.
L’edulcorante più comune, l’aspartame

L’aspartame è l’edulcorante sintetico più comune al mondo, scoperto verso la fine degli anni 60. E’ così tanto usato grazie alle sue proprietà. Non presenta retrogusti strani, infatti ha un sapore molto simile a quello del saccarosio, è stabile fino a temperature pari a 70°C ed è prontamente idrosolubile. Quindi è un alleato perfetto per l’industria delle bevande gassate “light”.
Ma l’aspartame fa male?
Tempo fa è stata fatta una campagna di demonizzazione delle bevande zero, in quanto si considerava, in maniera erronea, che l’aspartame fosse dannoso per il consumo umano. L’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha chiarito questo dubbio, dichiarando che l‘aspartame e i suoi prodotti di degradazione, ai livelli correnti di esposizione, sono sicuri per il consumo umano.
I livelli correnti di esposizione sicuri dell’aspartame sono pari a 40 mg/kg di peso corporeo. Quindi se prendiamo in considerazione una persona di 80 kg, può consumare fino a 3,2g di aspartame al giorno per evitare con certezza qualsiasi effetto avverso. Per raggiungere questi quantitativi giornalieri si dovrebbe bere un quantitativo di lattine esorbitante, praticamente non compatibile con la quasi totalità della popolazione.
Le persone che devono fare attenzione a queste bevande sono quelle che soffrono di fenilchetonuria. motivo per il quale in tutti i prodotti contenenti aspartame c’è l’indicazione “Fonte di fenilalanina”
Conclusione
Quindi, le bevande “zero” riescono a essere dolci senza apportare calorie grazie all’uso di edulcoranti ad alto potere dolcificante, utilizzati in quantità minime. Tra questi, l’aspartame che alle dosi normalmente consumate è considerato sicuro dalle principali autorità scientifiche. Per questo motivo possono essere un’alternativa utile per ridurre l’apporto di zuccheri e di kcal totali, purché inserite in un consumo equilibrato e consapevole.
FAQ – Domande frequenti
Gli edulcoranti fanno male?
No, quelli acalorici come l’aspartame non fanno male se consumati nei limiti consigliati. Tuttavia, il loro impatto complessivo dipende dalle abitudini alimentari generali.
Quante bevande zero posso bere al giorno?
Dipende dal peso corporeo, ma in generale bisognerebbe consumarne quantità molto elevate per avvicinarsi ai limiti di sicurezza stabiliti.
Le bevande zero sono meglio di quelle zuccherate?
Dal punto di vista di riduzione degli zuccheri e del quantitativo calorico si, ma non devono sostituire completamente l’acqua né essere consumate in eccesso.
